cerca
 Home » Leggi la rivista » Aree tematiche » Hanno scritto per noi » «Vi racconto vent'anni di offerte» 

settembre 2009

«Vi racconto vent'anni di offerte»   versione testuale

Intervista al direttore uscente dell’Istituto centrale sostentamento clero, Cesare Testa di Mimmo Muolo


La prima offerta arrivò il 23 gennaio 1989. Un bollettino di conto corrente postale di un offerente di Roma, con la cifra di 300 mila vecchie lire. Fu una sorpresa per tutti. In primo luogo per gli “addetti ai lavori”.
 
Cesare Testa era fra loro. Il direttore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (Icsc), ormai prossimo alla pensione, lavorava già da tre anni negli uffici di via Aurelia ed era il responsabile dell’organizzazione generale. «Mi ricordo lo stupore di tutti noi per quella offerta» racconta, «soprattutto perché all’epoca erano in pochi a conoscere questa possibilità introdotta in seguito alla revisione del Concordato. Comunque quella prima donazione, quasi inattesa, fu presa come un buon auspicio».
 
Nel 1997 Cesare Testa, succedendo all’ingegner Giancarlo Lancia e prima di lui all’avvocato Fabrizio Gillet, è diventato il direttore dell’Icsc, l’istituto che ha il compito di gestire le risorse destinate al sostentamento del clero, assicurando ogni mese ai singoli sacerdoti l’integrazione della remunerazione che spetta loro in base al conteggio dei punti. E quindi è il più adatto a ripercorrere questi due decenni che hanno visto tante altre offerte aggiungersi a quella “primizia” del 23 gennaio, anche se forse questo strumento ha subito più di ogni altro la “concorrenza” del “fratello gemello” più famoso, l’8xmille.
 
Che cosa ricorda di quell’inizio?
Soprattutto il fatto che c’era qualcosa di nuovo, sia nella forma che nella sostanza. Nella forma perché lo Stato riconoscendo l’opera sociale svolta dai sacerdoti aveva riconosciuto la deducibilità fiscale delle offerte. E nella sostanza perché era la prima volta che strumenti fiscali sostenevano finalità religiose.
 
Come affrontaste la portata di queste novità?
Una delle prime necessità fu quella di approntare gli strumenti attraverso cui far pervenire le offerte. La deducibilità doveva essere certificata. Quindi le offerte si potevano (e si possono tuttora) effettuare solo con il conto corrente postale, il bonifico bancario e la donazione diretta agli Istituti diocesani.
 
Qualche episodio degno di nota?
Talvolta qualcuno si sbagliava e usava il conto corrente postale per versare somme dovute ad altro titolo. Restituivamo quelle cifre dietro l’assicurazione scritta che la ricevuta non sarebbe stata usata ai fini della deducibilità. Trasparenza e lealtà nei confronti dell’erario sono state preoccupazioni costanti.
 
Come risponde a chi lamenta che le offerte sono un meccanismo centralizzato, avvertito come distante?
Il centralismo è innegabile. Ma è necessario perché finalizzato alla solidarietà. Tra i sacerdoti, innanzitutto, in quanto grazie al sistema, tutti i sacerdoti, a parità di condizioni di ministero, ricevono la stessa remunerazione. E tra le comunità grandi e piccole di tutta Italia. La gestione centralizzata delle offerte libera una fetta dell’8xmille che può essere destinata a culto e carità e redistribuita in tutte le diocesi.
 
Come è cambiata in questi anni l’immagine dei sacerdoti?
Di sicuro grazie alla trasparenza e alla sensibilizzazione sulle offerte, condotta dal Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, la gente ha compreso che i sacerdoti non vivono nel benessere e che la remunerazione garantisce loro una vita appena decorosa.
 
Quali prospettive per le offerte dopo vent’anni?
Bisogna lavorare sulla sensibilizzazione, coinvolgendo i sacerdoti e insistendo sulla ricaduta locale che il sistema garantisce. Non partiamo da zero. La raccolta, è vero, è stata un po’ altalenante nei risultati, ma resta ai livelli di grandi campagne tipo Telethon, senza averne il supporto emozionale e mediatico. Il che testimonia l’affetto della gente per i sacerdoti.
© Copyright 2010 - Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa | E-mail: sovvenire@chiesacattolica.it

Responsabile: Calabresi Dott. Matteo | Via Aurelia, 468 - 00165 Roma (RM) Tel: 06 66398398 - Fax: 06 66398444

Chiesa Cattolica Italiana