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Una nuova chiesa (costruita con laiuto dell8xmille) è diventata già troppo piccola nelle estati in cui il paese decuplica per via dei villeggianti. Qui due sacerdoti si fanno in quattro per lattività pastorale. E annunciano il Vangelo anche in spiaggia Il nome del paese, Salve, è di per sé gentile e bene augurante. Soprattutto d‘estate quando le Marine, che sorgono a qualche chilometro di distanza dal nucleo di antiche case dove abitano circa 4.500 persone, si riempiono di villeggianti. Con il risultato di decuplicare, o quasi, il numero di coloro che durante la bella stagione vivono in centinaia di casette costruite su questo estremo e stupendo lembo di terra, in Puglia, a cavallo tra il mare Adriatico e lo Ionio. Le Marine sono due: quella più piccola di Torre Pali e quella più popolata di Pescoluse. Entrambe fanno capo alla parrocchia di San Nicola Magno, ricchissima di opere d‘arte, risalente addirittura al primo millennio, che sorge al centro di Salve. E, d‘estate, non è impresa semplice soddisfare le esigenze religiose e spirituali di così tanta gente. Eppure i due sacerdoti di questa parrocchia, il parroco don Lorenzo Profico, 64 anni, e il suo vice, don Gionatan de Marco, 27 anni, non si sono mai scoraggiati. Tanto più in questo anno sacerdotale che intendono vivere secondo le intenzioni del papa. D‘estate, ogni domenica, tra la chiesa parrocchiale e quelle delle Marine, si celebrano otto messe: si inizia alle 7 di mattina a San Nicola e si chiude alle 21 a Pescoluse. «Quest‘ultima Marina- dice il parroco don Lorenzo, è nata negli anni Sessanta. All‘inizio si celebrava la messa in una cappellina. Poi i Padri della Consolata di Torino costruirono un istituto. Ma questi, dopo alcuni anni, se ne andarono. Allora decisi di celebrare la Messa all‘aperto, vicino al mare». Anno dopo anno, però, Pescoluse si espandeva sempre di più e i villeggianti si moltiplicavano. «Volevo una chiesa vera - continua don Lorenzo - visto che tutti si costruivano una casetta per loro stessi, non potevo tollerare che mancasse proprio la casa del Signore. Ho chiesto il terreno al Comune e il permesso al vescovo di costruirla. Nel 1999 ho avuto il contributo dell8xmille. Il resto ce lo ha messo la parrocchia con le offerte varie». Il risultato eccolo qui: una costruzione modernissima, un enorme trullo rivestito in pietra, a pochi passi dal mare. «Abbiamo voluto fare un‘opera bella per rendere gloria a Dio, ma anche intonata all‘ambiente - osserva il parroco - Abbiamo solo un rammarico: la chiesa, che qualcuno riteneva troppo grande, si è rivelata piccola. La gente è molta e partecipa - continua don Lorenzo - tanto è vero che la domenica bisogna aprire le due grandi vetrate per consentire a più persone di partecipare alla Messa». La chiesa, dedicata al Beato Giovanni XXIII, è ricca di marmi e di opere d‘arte. Bellissimo il gigantesco Cristo in bronzo opera di Vito Russo. Dello stesso scultore sono in preparazione un maestoso portone, sempre in bronzo, l‘altare, l‘ambone e la custodia eucaristica scolpiti in blocchi di pietra rinvenuti nel sottosuolo della Chiesa. L‘obiettivo del parroco e del suo vice, in ottemperanza alle direttive del vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito De Grisantis, diocesi di cui fa parte Salve, è di rilanciare una pastorale del turismo. «I turisti - sottolinea il vice parroco don Gionatan - vogliono non solo strutture di svago e di servizi, ma chiedono attenzione anche da un punto di vista spirituale e religioso. Per molti villeggianti - continua don Gionatan - la vacanza nella nostra terra è un‘opportunità non solo per ritrovare se stessi e ritemprarsi dalle fatiche dell‘anno, ma anche per incontrare il Signore grazie all‘esperienza della fede semplice e profonda della gente del luogo, che ha nel sangue la cultura dell‘accoglienza ed è capace di dare testimonianza gioiosa della propria fede». Don Gionatan tiene in particolar modo a parlare di una iniziativa, Una luce nella notte, che si ripete da alcuni anni . «Un gruppo di giovani, adolescenti tra i 16 e i 18 anni - spiega - fa un‘esperienza di annuncio lungo le spiagge, consegnando alle persone che incontrano di pomeriggio e di sera, l‘ora delle passeggiate e dei locali aperti, un invito a vivere un incontro personale con Gesù nell‘adorazione, che si tiene nella chiesa di Pescoluse il mercoledì dalle 20 a mezzanotte. Sembrerà strano - osserva - ma la risposta è ampiamente positiva. Ci sono gruppi e famiglie che partecipano a questi incontri con particolare assiduità». Un‘altra esperienza da continuare, a detta dei due sacerdoti, riguarda gli incontri culturali con al centro temi sociali ed ecclesiali. Il lavoro, dunque, a don Lorenzo e don Gionatan non manca davvero. «Ma come fate a reggere questi ritmi? », chiediamo. La risposta è disarmante: «Vogliamo bene a Gesù e ci vogliamo bene tra noi. Comunque ci proviamo fino ad esaurimento scorte». |
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di Giorgio Manelli |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 20-GEN-11
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